Olivari
A living Legacy

A Living Legacy

Oltre 100 anni di cultura del progetto, sempre in evoluzione.


Da oltre un secolo Olivari contribuisce all'evoluzione della maniglia per porta attraverso un dialogo continuo con alcuni dei più importanti protagonisti dell'architettura e del design internazionale. Ogni collaborazione nasce dall'incontro tra una visione progettuale e un sapere manifatturiero costruito nel tempo, dando origine a collezioni che hanno accompagnato l'evoluzione dell'architettura moderna e contemporanea.

Molte maniglie progettate per edifici specifici sono entrate a far parte del catalogo Olivari e continuano ancora oggi a essere prodotte. Altre hanno contribuito a definire nuovi linguaggi progettuali, diventando riferimenti internazionali e, in alcuni casi, autentici archetipi del concetto stesso di maniglia di design. Oggetti che hanno attraversato generazioni di architetti e designer mantenendo intatta la propria capacità di dialogare con l'architettura e con il gesto quotidiano.

Questa è la Living Legacy di Olivari: una cultura del progetto costruita attraverso il confronto con i grandi maestri del Novecento e con i protagonisti del design contemporaneo. Un patrimonio che continua a evolversi attraverso nuove collaborazioni, nuove architetture e nuove idee, mantenendo vivo il dialogo tra creatività, industria e ricerca che da oltre cento anni caratterizza ogni maniglia Made in Italy firmata Olivari.

Un catalogo che attraversa la storia dell'architettura

Le collaborazioni che hanno costruito il catalogo Olivari raccontano, attraverso la maniglia di design, l'evoluzione dell'architettura e del progetto contemporaneo. Ogni epoca introduce nuovi linguaggi, nuove sensibilità e nuovi protagonisti, interpretando il rapporto tra funzione, forma e spazio secondo la cultura del proprio tempo.

Dalle prime collaborazioni con i maestri del Razionalismo fino all'architettura globale contemporanea, il catalogo Olivari testimonia oltre novant'anni di dialogo continuo tra progettisti e manifattura italiana, contribuendo ad affermare nel mondo l'eccellenza del Made in Italy attraverso il design e la cultura del progetto.

Diptych 1

Razionalismo e Modernismo (1925–1945)

L'architettura moderna definisce un nuovo linguaggio del progetto

Tra gli anni Venti e Quaranta il Razionalismo e il Modernismo introducono una nuova idea di architettura, fondata su rigore compositivo, funzionalità e coerenza tra forma e costruzione. In questo contesto nasce anche il rapporto tra Olivari e i grandi architetti italiani, che iniziano a progettare maniglie come parte integrante dell'edificio. La collaborazione con Gio Ponti e Marcello Piacentini segna l'inizio di una cultura del progetto destinata a caratterizzare l'identità dell'azienda per oltre un secolo.


Marcello Piacentini

Gio Ponti

Piero Portaluppi


Ricostruzione e Moderno Italiano (1945–1965)

Il dettaglio come espressione dell'architettura

Nel secondo dopoguerra la ricostruzione diventa un laboratorio di sperimentazione per l'architettura italiana. Il dettaglio assume un ruolo sempre più centrale e la maniglia si afferma come elemento capace di completare il progetto con la stessa qualità riservata agli spazi e ai materiali. Le collaborazioni con Franco Albini, BBPR, Ignazio Gardella, Luigi Caccia Dominioni e Angelo Mangiarotti danno origine a modelli che ancora oggi rappresentano riferimenti della maniglia contemporanea.


Ignazio Gardella

Gio Ponti

BBPR

Franco Albini

Luigi Caccia Dominioni

Angelo Mangiarotti

Vico Magistretti (inizi)


GardellaVelasca

Il Design Industriale (1965–1985)

La maniglia diventa un prodotto di design

Negli anni Sessanta e Settanta il design industriale amplia il dialogo tra creatività e produzione. La maniglia non nasce più soltanto per un edificio specifico, ma diventa un prodotto capace di interpretare nuovi modi di abitare e di essere distribuito su scala internazionale. Olivari affianca ai grandi architetti figure come Joe Colombo, Sergio Asti, Marcello Nizzoli, Giotto Stoppino ed Enzo Mari, accompagnando questa evoluzione con importanti innovazioni tecnologiche e produttive.


Joe Colombo

Sergio Asti

Marcello Nizzoli

Rodolfo Bonetto

Giotto Stoppino

Enzo Mari


ColomboAsti

Il Design Globale (1985–2005)

Nuovi linguaggi per un progetto internazionale

Negli anni Ottanta e Novanta il progetto si apre a una dimensione sempre più internazionale. Designer e architetti provenienti da culture differenti introducono nuovi linguaggi, nuove geometrie e nuove interpretazioni dell'oggetto. Con Alessandro Mendini, Richard Sapper, Andrea Branzi, James Irvine, Rodolfo Dordoni, Oscar Tusquets e altri protagonisti del design contemporaneo, Olivari consolida una cultura del progetto capace di coniugare ricerca, innovazione e qualità manifatturiera.


Alessandro Mendini

Richard Sapper

Andrea Branzi

Oscar Tusquets

Paolo Portoghesi

James Irvine

Rodolfo Dordoni

MendiniSapper

Architettura globale e contemporaneità (2005–oggi)

La manifattura italiana al servizio dell'architettura contemporanea

Nel nuovo millennio il dialogo si estende ai protagonisti dell'architettura internazionale. Le collaborazioni con Toyo Ito, Shigeru Ban, Daniel Libeskind, Steven Holl, Zaha Hadid, Herzog & de Meuron, Philippe Starck, Patricia Urquiola, Snøhetta e molti altri confermano il ruolo di Olivari come partner progettuale per architetti e designer provenienti da tutto il mondo. La manifattura italiana continua a mettere il proprio sapere tecnico al servizio delle idee, contribuendo all'evoluzione della maniglia di design nell'architettura contemporanea.

Toyo Ito

Shigeru Ban

Daniel Libeskind

Steven Holl

Zaha Hadid

Rem Koolhaas

Herzog & de Meuron

Philippe Starck

Snøhetta

Patricia Urquiola

Renzo Piano

Ma Yansong

HadidHerzog